Verona e i suoi ponti sull'Adige - vista dall'alto - Foto Mauro Magagna

La città di Verona

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“Mescolata ed impura, Verona è vibrazione, è irradiazione, è colore, arte divenuta paesaggio e confusa al paesaggio, miraggio di città romantica. Verona fu romana, gota, poi bizantina e longobarda.”

Guido Piovane – scrittore e giornalista

Verona, adagiata tra due anse del fiume Adige, è la seconda città del Veneto per popolazione ed una delle più prospere dell’Italia del Nord. Il suo centro storico vanta molti ed interessanti resti romani, palazzi medievali in marmo rosso di Verona, dimore rinascimentali e barocche e notevoli chiese di ogni epoca, segno di una sviluppo progressivo e ininterrotto per duemila anni. Le sue origini risalgono al I secolo a.C.; nel 49 a.C. ottiene la cittadinanza romana ed il rango di municipium. Di questa epoca risalgono l’Arena e l’Arco dei Gavi. La dominazione ostrogota e longobarda segna la costruzione di grandi centri monastici, ma è con il governo degli Scaligeri (1262) che si apre una fase di riprogettazione, con la costruzione di Castelvecchio e della nuova cinta difensiva, e prosperità culturale ed economica.

Da non perdere a Verona

Ci sono luoghi di Verona che vale la pena visitare, approfittando di qualche ora di libertà, per conoscere meglio questa affascinante città ricca di storia e arte. Ve ne consigliamo alcuni, particolarmente suggestivi.

Arena di Verona

Arena di VeronaL’Anfiteatro romano di Verona è ben conservato visti i restauri continui che sono stati fatti fin dal ‘600. Si sa poco rispetto alla storia dell’Arena nell’antichità; nel 69 d.C. sicuramente era già stata costruita perché risulta essere stata utilizzata da Vespasiano durante la guerra con Vitellio. Verona era attorniata da campi aperti in cui si poteva usare la cavalleria e l’arena era come una fortezza ma era fuori dalle mura cittadine: da qui la necessità di scavare l’Adigetto a sud della città e di costruire un vallo, visto che la cinta muraria era inservibile come strumento di difesa. Solo nel 265 l’imperatore Gallieno costruì 1.300 metri di mura in cui incluse l’Arena. La facciata è probabilmente crollata a causa degli eventi sismici nel periodo medioevale. Sono crollate le arcate dell’anello esterno di cui rimangono integre ad oggi solo le quattro arcate che costituiscono l’Ala. Negli anni è stata teatro di combattimenti tra gladiatori, ludi, spettacoli, nozze importanti e festeggiamenti, per arrivare alla lirica e ai concerti musicali dei nostri giorni.

Piazza delle Erbe

Verona-piazza_delle_erbeLa piazza prende il nome dal vecchio mercato di verdura della città, tuttora presente, dove oggi si può trovare di tutto. Essa è il risultato della progressiva riduzione, in epoca comunale, del vasto spazio del foro romano. Furono soprattutto gli interventi in epoca scaligera a conferire l’attuale aspetto (venne ampliato il Palazzo del Comune, ricostruita la ‘Domus Mercatorum’ ed edificata la ‘Domus Bladorum’). Da sud-est a nord-est si allineano in ordine: la colonna del Mercato, edicola gotica del 1401 con le insegne viscontee, la berlina, baldacchino cinquecentesco per le investiture pubbliche, la fontana di Madonna Verona e la colonna di S.Marco (1523).

Piazza dei Signori

Piazza_dei_Signori_(Verona)La Piazza costituisce uno degli esempi più eloquenti di immagine del potere tradotta in termini architettonici. Al centro si trova la statua di Dante del XIX secolo. Sulla destra il Palazzo del Comune o della Ragione (fine XII sec.), il cui cortile interno, romanico, presenta una scalinata esterna in pietra del 1446-52; il palazzo ingloba la Torre dei Lamberti alta 84 m. Il Palazzo del Capitanio sede del comandante militare di Verona fu costruito nel 1363; segue il Palazzo della Prefettura, costruito a inizio XIV secolo, dove furono ospitati Dante e Giotto. Dietro la Statua di Dante si trova la Loggia del Consiglio, rinascimentale, con facciata superiore affrescata (1493) e statue di personaggi romani nati a Verona, tra cui il poeta Catullo, Plinio il naturalista e Vitruvio, teorico dell’architettura.

Il Duomo

Duomo-di-VeronaI lavori di costruzione della cattedrale di S. Maria Matricolare iniziarono nel 1139 su progetto di Nicolò, dopo il terremoto del 1117; venne ampliata nel 1444 e completata a fine ‘500. La facciata, romanica ma terminata nel 1565-1606, presenta una tripartizione in lesene, due alte bifore ai lati e finte gallerie romaniche che ne percorrono la parte centrale. Su tutto spicca il protiro a due piani, firmato dal maestro scalpellino Nicolò. L’attrattiva dell’interno è l’Assunta di Tiziano (1535-40) nella prima cappella a sinistra.

Basilica di San Zeno

Capolavoro del periodo romanico, la Basilica di San Zeno (conosciuta anche come San Zeno Maggiore o San Zenone)  custodisce nella cripta le spoglie del santo. Ricostruita a seguito dei danni subiti nel terremoto del 1117 fu finita nel 1398 per opera degli architetti Giovanni e Nicolò da Ferrara, che caratterizzarono soffitto ed abside in stile gotico. L’interno della chiesa è posto su tre livelli di altezza, come era d’uso nel periodo romanico: dal basso la Cripta (una vera e propria chiesa nella chiesa), una  parte centrale detta chiesa plebana ed il Presbiterio dove si trova l’altare maggiore. Il campanile è staccato dalla basilica e misura 62 metri. Costruito nel 1045 i lavori finirono nel 1173.

Castelvecchio

Castelvecchio_VeronaIl Castello, che si affaccia su un’ansa del fiume Adige, fu costruito tra il 1354 ed il 1375 su ordine di Cangrande II della Scala. Si sviluppa su due nuclei separati dal ponte scaligero: quello occidentale fu la reggia vera e propria mentre quello orientale, aperto sull’Adige fino agli interventi dei francesi nell’800, ha forma rettangolare ed è difeso da un’unica cortina di mura. Oggi l’Ala napoleonica, la Torre maggiore ed alcune sale della Reggia ospitano il Museo Civico.

Arco dei Gavi

Arco_dei_Gavi,-veronaArco di trionfo romano, era originariamente collocato sulla Via Postumia all’altezza della torre degli Orologi di Castelvecchio. Nel 1805 le truppe francesi danneggiarono il monumento tanto che nel 1932 venne ricostruito e dislocato nella attuale posizione. L’Arco risale al I secolo ed è una costruzione rara in quanto è uno dei pochi archi romani dedicati a privati (la ricca famiglia dei Gavi).

Verona in sintesi

Verona, adagiata tra due anse del fiume Adige, è la seconda città del Veneto per popolazione ed una delle più prospere dell’Italia del Nord. Il suo centro storico vanta molti ed interessanti resti romani, palazzi medievali in marmo rosso di Verona, dimore rinascimentali e barocche e notevoli chiese di ogni epoca, segno di una sviluppo progressivo e ininterrotto per duemila anni.

Le sue origini risalgono al I secolo a.C.; nel 49 a.C. ottiene la cittadinanza romana ed il rango di municipium. Di questa epoca risalgono l’Arena e l’Arco dei Gavi. La dominazione ostrogota e longobarda segna la costruzione di grandi centri monastici, ma è con il governo degli Scaligeri (1262) che si apre una fase di riprogettazione, con la costruzione di Castelvecchio e della nuova cinta difensiva, e prosperità culturale ed economica.

Verona cade nelle mani dei Visconti di Milano nel 1387 prima e successivamente sotto Venezia, Francia e Austria prima che il Veneto entri a far parte dell’Italia nel 1806.
Il nome di Verona è pre-romano e non è mai cambiato nelle fonti storiche. Sembra certo che sulla sponda del fiume opposta al colle, in pianura, esistesse un altro piccolo agglomerato di costruzioni più o meno semplici, in legno. Le due sponde erano collegate da un ponte di legno. L’attuale Ponte Pietra, il ponte in muratura che andò a sostituire quello ligneo è fuori asse rispetto al sistema di cardi e decumani che caratterizza la rigida pianificazione d’epoca romana in città, e ciò sarebbe una prova del fatto che in quel punto esisteva un ponte prima che arrivassero i romani.
La zona in cui sorge Verona era strategicamente vantaggiosa: protetta a settentrione da colline che a nord diventano vere e proprie montagne, un fiume, che garantiva l’approvvigionamento d’acqua ed era navigabile e ricco d’anse che costituivano naturalmente un sistema di difesa, si trova a breve distanza dal Lago di Garda e a ridosso della pedemontana, accesso alla valle che collegava i valichi del nord con la pianura. Non solo in epoca romana venne sfruttata la sua posizione geografica ottimale: tornò purtroppo vantaggiosa durante lo scoppio della I guerra mondiale dove divenne un importante centro logistico grazie alle infrastrutture del periodo asburgico. Pianura, collina, pedemontana, fiume e lago sono variabili che regalano ora scorci e bellezza a turisti e fotografi.

Come arrivare a Verona

Arrivare in autoIn auto
Se percorri l’autostrada Venezia – Milano (A4) esci a Padova Est se arrivi da Venezia – prendi l’uscita di Padova Ovest se arrivi da Milano.
Se percorri l’autostrada Bologna – Padova (A13)  esci a Padova Sud
ATTENZIONE: il centro di Padova è Zona a Traffico Limitato (ZTL) delimitata da varchi elettronici che leggono le targhe dei veicoli. La circolazione nella ZTL è consentita solo ai veicoli in possesso di apposito permesso di circolazione

Arrivare in trenoIn treno
Padova è facilmente raggiungibile anche in treno, dato che tutti i treni delle assi Milano-Venezia e Bologna-Venezia fermano a Padova: con i treni veloci si arriva senza cambi in circa 4 ore da Roma o Torino, poco più di 2 da Milano o da Firenze.

Arrivare in aereoIn aereo
Gli ereoporti più vicini per raggiungere Padova sono l’aeroporto Marco Polo di Venezia-Tessèra (www.veniceairport.it) e l’aereoporto di Treviso (www.trevisoairport.it). Da qui si può arrivare via auto o bus. Comodo anche l’areoporto Valerio Catullo di Verona (www.aeroportoverona.it ) per poi usufruire della rete ferroviaria verso Padova.